Sempre più italiani prestano attenzione all’alimentazione sana. Infatti, a partire dal 2017 si è registrato un trend in continua crescita: al momento d’acquisto sempre più persone danno importanza alla presenza logo biologico in etichetta*. Questo significa che, giustamente, sempre più persone hanno iniziato a porre la giusta attenzione all’etichetta dei prodotti alimentari.
Ma a che cosa ci riferiamo davvero con il logo biologico?
Quando si parla di prodotto “biologico-SANO” è fondamentale considerare il tipo di produzione da cui quell’alimento deriva: proviene da un’agricoltura estensiva o da un’agricoltura intensiva?
La differenza è sostanziale: nell’agricoltura intensiva si impiega molta energia proveniente da processi industriali, mentre l’agricoltura estensiva reimpiega la materia sotto forma organica. Rispetta il terreno e il ciclo biologico della Natura senza “forzarlo” utilizzando la naturale fertilità del suolo. Infatti, pratica la rotazione delle colture e utilizza preparati vegetali, minerali e animali, quindi non di sintesi chimica, come sostegno alla coltivazione.
In particolare, le caratteristiche dell’agricoltura estensiva sono:

- assenza di terrazzamenti e di altre
- lavorazioni
del suolo, - ridotto utilizzo di macchinari agricoli,
- maggiore efficienza del lavoro,
- migliore benessere di piante e animali,
- basso utilizzo di fertilizzanti,
- nessun utilizzo di OGM.
Scegliere un’agricoltura estensiva significa rispettare il terreno e il ciclo biologico della Natura, promuovere la biodiversità, contribuire a migliorare la qualità della vita, rispettare l’agricoltore, ridurre le emissioni di gas serra.
Perché è importante sostenere il “biologico-SANO”?
Dopo una coltivazione intensiva perpetrata per anni, ora risulta necessario migliorare la qualità dei suoli e recuperarne tutti i nutrienti. Inoltre, è necessario continuare ad acquisire maggiore consapevolezza delle proprie scelte alimentari comprendendo a fondo ogni possibile ripercussione. Tutto ciò potrà verificarsi solo se ci sarà garanzia di trasparenza e di completa informazione da parte delle persone responsabili di creare cultura alimentare. Il futuro riserva molte sfide per gli agricoltori e per i consumatori, ma noi siamo fiduciosi!
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Inoltre, nell’alimentazione di oggi il sale è presente nella grande maggioranza di cibi che mangiamo, soprattutto in quelli artificiali. Non stupisce quindi che, come affermano recenti ricerche in Italia, il consumo medio giornaliero di sale è pari a circa 11 grammi per gli uomini e 10 g per le donne. Dati piuttosto allarmanti, se si considera che un consumo eccessivo di sodio favorisce l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa. Infatti, l’aumento di pressione causato dal sodio fa aumentare la possibilità di ictus cerebrale e di alcune malattie cardiache e renali. In particolare, le persone più a rischio sono quelle che non assumono abbastanza potassio, contenuto nelle verdure. Bisogna quindi cercare di ritornare ad una sana nutrizione per ripristinare tutto il sapore del gusto vero ed originale.
mediterranea.