Le api selvatiche solitarie sono poco conosciute. Ed è un vero peccato, visto che sono una risorsa importantissima per l’ecosistema!
Queste preziose operaie infatti non producono miele, come le loro cugine api domestiche, ma sono responsabili in larga parte dell’impollinazione delle piante coltivate e selvatiche.

Le api selvatiche sono meno selettive: questo significa che ronzano su una gamma di piante e fiori a largo spettro, che vengono impollinati e producono una varietà di frutti ed ortaggi.

In tutto il mondo esistono più di 17’000 specie di api selvatiche.

 

Eh sì, sono tantissime…eppure non le vediamo!
Le api selvatiche preferiscono zone incontaminate e poco coltivate, lontane dai centri urbani e aree edificate, dove svolgere il loro lavoro in piena tranquillità. La maggior parte di loro nidifica nel terreno, alcune all’interno di cavità, altre in legno accatastato.

Bee Hotel di SAN PIO X Az. Agr. dal 1708

Proprio a causa dell’incidenza dell’urbanizzazione a discapito di aree verdi, oltre che della coltivazione estensiva, le api selvatiche (così come quelle domestiche) sono sempre più a rischio.

I pesticidi sono la più grande minaccia per le api! Ecco perchè un’agricoltura che non utilizza sostanze chimiche di

questo genere, come quella biologica, tutela e favorisce la sopravvivenza delle piccole operaie.

D’altra parte, la scarsità di aree incontaminate non le aiuta a trovare un habitat adeguato. Le api selvatiche necessitano infatti di aree tranquille e incontaminate dove nidificare, ricche di fiori di diverse varietà di fiori di cui hanno bisogno per cibarsi.

 

Come aiutare le api selvatiche solitarie?

Sebbene informazioni sulle api domestiche sono più note, questo non vale per quelle selvatiche, molto più difficili da monitorare e studiare.
Esistono però m

ateriali naturali, legni e aree naturali che piacciono tanto alle apette!

L’HOTEL DELLE API (BEE HOTEL) è proprio una simulazione del loro habitat naturale, dove le piccole amiche ronzanti possono trovare un luogo di pace dove riposarsi.
L’Hotel delle Api offre alloggi di varie dimensioni e forme, costruiti con legnami diversi, per permettere a specie diverse di trovare il loro habitat ideale. Viene posizionato in aree tranquille, in mezzo al verde, preferibilmente vicino a fiumiciattoli, rivoli d’acqua e aree fiorite…così da assicurare un posto defilato e ricco di delizioso polline!

Sempre più italiani prestano attenzione all’alimentazione sana. Infatti, a partire dal 2017 si è registrato un trend in continua crescita: al momento d’acquisto sempre più persone danno importanza alla presenza logo biologico in etichetta*. Questo significa che, giustamente, sempre più persone hanno iniziato a porre la giusta attenzione all’etichetta dei prodotti alimentari.

Ma a che cosa ci riferiamo davvero con il logo biologico?

Quando si parla di prodotto “biologico-SANO” è fondamentale considerare il tipo di produzione da cui quell’alimento deriva: proviene da un’agricoltura estensiva o da un’agricoltura intensiva?

La differenza è sostanziale: nell’agricoltura intensiva  si impiega molta energia proveniente da processi industriali, mentre l’agricoltura estensiva reimpiega la materia sotto forma organica. Rispetta il terreno e il ciclo biologico della Natura senza “forzarlo” utilizzando la naturale fertilità del suolo. Infatti, pratica la rotazione delle colture e utilizza preparati vegetali, minerali e animali, quindi non di sintesi chimica, come sostegno alla coltivazione.

In particolare, le caratteristiche dell’agricoltura estensiva sono:

  • assenza di terrazzamenti e di altre
  • lavorazioni
    del suolo,
  • ridotto utilizzo di macchinari agricoli,
  • maggiore efficienza del lavoro,
  • migliore benessere di piante e animali,
  • basso utilizzo di fertilizzanti,
  • nessun utilizzo di OGM.

Scegliere un’agricoltura estensiva significa rispettare il terreno e il ciclo biologico della Natura, promuovere la biodiversità, contribuire a migliorare la qualità della vita, rispettare l’agricoltore, ridurre le emissioni di gas serra.

Perché è importante sostenere il “biologico-SANO”?

Dopo una coltivazione intensiva perpetrata per anni, ora risulta necessario migliorare la qualità dei suoli e recuperarne tutti i nutrienti. Inoltre, è necessario continuare ad acquisire maggiore consapevolezza delle proprie scelte alimentari comprendendo a fondo ogni possibile ripercussione. Tutto ciò potrà verificarsi solo se ci sarà garanzia di trasparenza e di completa informazione da parte delle persone responsabili di creare cultura alimentare. Il futuro riserva molte sfide per gli agricoltori e per i consumatori, ma noi siamo fiduciosi!

 

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*Osservatorio Immagino

di Francesca

La pianta aromatica più conosciuta e utilizzata soprattutto nella dieta mediterranea è sicuramente il rosmarino.
Appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, é una pianta arbustiva, perenne con portamento cespuglioso che può raggiungere un’altezza di tre metri. È originaria dei paesi del Mediterraneo e cresce spontanea lungo la fascia costiera.
Nel genere rosmarino, oltre il Rosmarinus officinalis, esistono numerose varietà che si diversificano per la diversa quantità di olio essenziale, è considerata la pianta balsamica per eccellenza conosciuta e utilizzata fin dai tempi più antichi per le sue proprietà medicinali.

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PROPRIETÀ DEL ROSMARINO

Ha proprietà stimolanti, toniche, stomachiche, antispasmodiche, antiossidanti e antinfiammatorie.
L’olio essenziale di rosmarino è un potente antibatterico, mentre l’ idrolato di rosmarino può essere utilizzato su capelli secchi e fragili per renderli più forti e lucenti, oppure sul pelo dei nostri amici a 4 zampe!
Ha proprietà astringenti dovute al tannino per cui è utile per i problemi di diarrea e riducono il flusso mestruale se troppo abbondante.
L’infuso di rosmarino e salvia è ottimo per il mal di gola.
Del rosmarino si utilizzano sia le foglie che i fiori, che vanno raccolti in piena fioritura, durante l’estate.
I rametti con i fiori vanno essiccati appena raccolti, il più velocemente possibile, affinché non perdano le loro caratteristiche. Una volta essiccati, vanno recuperate le foglie e i fiori e conservati in vasetti di vetro sigillati.
Per la produzione degli oli essenziali si utilizzano le sommità fiorite fresche.

Uso in cucina

Questa pianta aromatica è un’erba insostituibile in cucina, soprattutto nella dieta
2014-06-08-09-26-05mediterranea.
Immancabile su carni, pesci e nella preparazione di salse, è l’erba aromatica più usata nelle grigliate e nelle marinate: si usa con l’agnello, il manzo, il coniglio, l’anatra e l’oca.

Il fiore viene utilizzato per aromatizzare le insalate, le foglie, fresche o essiccate, vengono aggiunte a molte pietanze come arrosti, intingoli, piatti a base di patate e torte rustiche. Condirsano erbe aromatiche deidratate Rosmarino.
Ottimo persino su pane e focacce. I rametti di rosmarino, inoltre, vengono utilizzati per aromatizzare olio extravergine (condimento aromatizzato alle erbe officinali in olio) ed aceto con risultati eccellenti; il suo uso rende i cibi non solo più gustosi, ma anche più digeribili.

Noi lo utilizziamo anche all’interno di condimenti aromatizzati alle erbe officinali in sale in aggiunta ad altre erbe aromatiche dal sapore deciso.

Valori nutrizionali del rosmarino

100 g di rosmarino fresco contengono 131 kcal, e:
• Proteine 3,31 g
• Carboidrati 20,7 g
• Grassi 5,86 g
• Fibra alimentare 14,1 g
• Sodio 26 mg

Consigli per una tisana al rosmarino:

Una tisana a base di rosmarino, è perfetta per ritrovare energia e vitalità e recuperare la forma fisica. Inoltre, lenisce dolori derivati da mal di testa.

TISANA SALVIA E ROSMARINO

Bastano 2-3 foglie di salvia deidratate e un cucchiaio di foglie di rosmarino deidratato.
Far bollire per circa 5 min il rosmarino e la salvia insieme. Lasciare riposare l’infuso qualche minuto nel pentolino.
Filtrare la tisana con un colino versandola in una tazza e dolcificare a piacere.

OrtoSano botanico

OrtoSano botanico

di Valentina – L’angolo del focolare

Ottobre, nel nostro orto sano, è sinonimo di raccolto.

In questo periodo ci apprestiamo a raccogliere gli ultimi frutti della terra prima del riposo invernale.

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In questi giorni ci dedichiamo al raccolto di carote, zucche e porri. E queste sono solo alcune delle piante che stiamo raccogliendo in questo periodo e che andranno poi essicate e a far parte delle varie preparazioni dei nostri prodotti.

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Perché noi partiamo da qui, dalla terra, lavorata a mano e da verdure ancora sporche di terra, tutto coltivato con l’amore di un orto familiare e con le poche difese che solo la natura concede. dsc00760

Ogni tanto poi ci viene voglia di sperimentare e tentiamo qualche coltivazione nuova. L’echinacea, che stiamo raccogliendo in questi giorni è stata piantata oltre due anni fa e la raccogliamo ora, cosa ne faremo è ancora da vedere, ma queste radici profonde e così ben intrecciate ci fanno solo che sperare per il meglio.

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Intanto buon raccolto a tutti! Ci rivedremo sul campo a novembre con le prime piantagioni invernali!

di Francesca

La Salvia è la pianta aromatica, conosciuta e utilizzata da molti soprattutto in cucina: per il suo intenso e inebriante aroma è considerata la primadonna della cucina.
Il genere Salvia appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, la stessa del timo e della menta, la quale  è particolarmente ricca di specie sia annuali che perenni, usate sia per scopi alimentari, terapeutici o semplicemente ornamentali.
La specie più conosciuta è la Salvia officinalis o salvia comune: una specie perenne originaria dell’Europa delle zone a clima mite.
Nel nostro orto botanico sono presenti molteplici tipi di Salvia, la Salvia foglie rosse, Salvia foglie dorate… e la Salvia sclarea. Quest’ ultima si differenzia dalle altre specie per la grandezza delle foglie e l’altezza, si tratta infatti di una pianta che può raggiungere l’altezza di 1 metro. È ricca di oli essenziali ma poco utilizzata in cucina per il suo sapore amaro.

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COLTIVAZIONE

La Salvia è una pianta molto facile da coltivare, ama il caldo ed il sole. E’ una pianta che va annaffiata con moderazione, stando attenti a non lasciare ristagni idrici nel terreno che sono la principale causa di morte di queste piante. Sopportano anche la siccità e non amano l’eccessiva umidità atmosferica.
Può essere allevata facilmente in appartamento anche se è all’aperto e in piena terra cresce al meglio.
In genere dopo 4-5 anni è bene sostituirla.

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USO IN CUCINA

in cucina è largamente utilizzata come aromatizzante di carni, pesce, minestre e verdure. In Italia sono molto celebri i ravioli burro e salvia e le foglie di salvia fritte.
In genere è una spezia che si usa da sola in quanto avendo un aroma così inteso, si comporta come una primadonna: annulla il sapore delle altre spezie. L’essiccazione permette di intensificare il profumo della Salvia e, mantenuta in foglie intere, sprigiona tutto il suo sapore in cottura. ERBE AROMATICHE DISIDRATATE SALVIA
Nonostante l’intensità dell’aroma di questa pianta, abbiamo pensato a degli abbinamenti nei nostri SALI AROMATIZZATI con erbe e spezie altrettanto forti, come ad esempio rosmarino, aglio ecc per creare degli accostamenti vincenti e molto saporiti; sono da utilizzare soprattutto nelle carni.

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Calorie e valori nutrizionali della salvia

100 g di salvia contengono 315 kcal, e:Proteine 10,63 g
Carboidrati 60,73 g
Zuccheri 1,71 g
Grassi 12,7 g
Colesterolo 0 mg
Fibra alimentare 40,3 g
Sodio 11 mg

 

I BENEFICI DELLA SALVIA

Le foglie della salvia contengono principi amari, acidi fenolici, flavonoidi e olio essenziale.
La salvia è impiegata in tutti i disturbi femminili come la sindrome premestruale e contro i disturbi della menopausa . E’ usata in caso di intestino irritabile, o contro i dolori mestruali.
Ha anche proprietà antinfiammatorie e diuretiche offrendo una buona risposta contro la ritenzione idrica, i reumatismi e mal di testa.
I preparati a base di salvia officinalis sono efficaci per combattere tutte le forme di catarro grazie alla presenza dell’olio essenziale dalle proprietà antisettiche e balsamiche. Per questo motivo trova impiego nella cura di raffreddore, tosse, mal di gola e febbre.
Per preparare un infuso di Salvia sono necessari 1 cucchiaio di foglie di salvia e 1 tazza d’acqua.
Si Versa la salvia nell’acqua bollente e si spegne il fuoco. Si Copre e si lascia in infusione per 5 min. Si Filtra l’infuso e si beve in caso di cattiva digestione, crampi, disturbi mestruali e vampate causate dalla menopausa.