ERBE SELVATICHE COMMESTIBILI: LE 7 ERBE SPONTANEE DA UTILIZZARE IN CUCINA

di Michele Tosetto

I profumi, i colori e le suggestioni che la primavera porta in dono riescono ogni anno a lasciarci a bocca aperta. Con le prime belle giornate di sole cresce il desiderio di abbandonarsi a lunghe passeggiate tra la natura, e avrete certamente notato le coloratissime e profumatissime erbe che crescono naturalmente nei campi, negli orti e lungo i fiumi. Erbacce spontanee? Certamente! Ma anche un piccolo tesoro da riscoprire!

Armatevi quindi di un paio di forbici, un cestino e tanta curiosità, e venite insieme a noi alla scoperta delle 7 erbe spontanee da utilizzare in cucina e dare un nuovo gusto alle vostre ricette!

#1 Crespigno

crespigno_fiorePianta comunissima, in questi giorni di piena primavera è fiorita del suo giallo e profumato fiore che arriva anche fino al petto. E’ comune tutto l’anno ma il meglio di sé lo riserva per il periodo mite della bella stagione.
Colta la sua rosetta basale prima della fioritura ci si assicura qualcosa che, lessato, ripassato in padella con un po ‘ di aglio, ha davvero qualcosa da dire e messo in una misticanza dà il suo contributo amarotico (solo da crudo!). Con gli steli giovani e non ancora fibrosi, si fanno preparazioni analoghe a quelle degli asparagi, di cui sono decisamente più dolci. Dei suoi boccioli non ancora fioriti si può fare l’uso dei capperi. In diverse parti d’Italia si usa per fare ottimi ripieni!

#2 Farinello

farinello_fiori

Simile nel sapore, e forse anche migliore, dei più conosciuti spinaci, di cui è stretta parente. Si mangiano le foglie e i getti giovani mentre con i semi sfarinati si può dare un’aggiunta a pani, focacce e poltiglie. Al Farinello sono riconosciute diverse proprietà in erboristeria, di cui forse le più spiccate sono la ricchezza in ferro e vitamina B1, ed è usata con successo anche per i suoi effetti antielmintici ed antiflogistici.

#3 Gramigna

Gramigna spigheUna delle erbacce per eccellenza, sua Maestà la Gramigna! Adora il caldo e il sole, può formare tappeti che soffocano molte altre concorrenti meno competitive, le sue lunghe radici stolonifere raggiungono profondità davvero importanti nel terreno: fino a due metri in condizione per lei ottimali. Le foglie giovani si possono aggiungere alle insalate e con le bianche radici si preparano anche birra e pane. Ultimamente la Gramigna è tornata in voga nella forma di tisane per le molteplici caratteristiche nutrizionali che la rendono interessante anche in tempi attuali. E’ considerata diuretica e rinfrescante dell’organismo con un’interessante funzione che incentiva l’espulsione della renella.

#4 Luppolo

Luppolo_Pianta

E del luppolo abbiamo mai sentito parlare? Serve a fare la birra no? E dei bruscandoli avete mai sentito parlare? E’ il nome che da queste parti diamo ai germogli primaverili con cui poi facciamo i famosi risotti e frittate.
La crescita rigogliosa e, a volte soffocante, di questa pianta avviene spontaneamente laddove il terreno abbia una certa dose di umidità magari al limitare di carrarecce e sentieri poche altre sono le pretese di questa pianta che accompagna l’uomo da molto tempo.

#5 Ortica

Ortica_piantaL’ortica, chi non la conosce!? Il tipo di luogo in cui si può trovare è ombreggiato per almeno qualche parte del giorno, magari lungo un muro, nei pressi di alberi, spesso lungo un corso d’acqua. È facile osservarla, per esempio, in qualche conca lungo i pendii dedicati al pascolo. Per un utilizzo erboristico ha delle qualità davvero interessanti, una volta infatti se ne incoraggiava l’introduzione nella dieta per il suo effetto depurativo, antianemico, rinforzante e antireumatico.
Tutti, o quasi, sapranno che è possibile mangiarla! Certamente, e aggiungiamo anche che è un sapore davvero interessante quello che conferisce a risotti, frittate e ripieni. Un altro uso originale è quello delle tisane, dove conserva tutte le sua incredibili proprietà.

#6 Papavero

papaveri

Inconfondibile ai bordi di strade, campi e fossi quando fiorisce. I suoi petali rossi sono, di fatto, parte integrante della stagione. Un tempo utilizzato prevalentemente in ambito erboristico, oggi l’uso più conosciuto è quello mangereccio. Il nome che si dà alla parte che si raccoglie è “rosola” e si tratta della rosetta basale di foglie prima della fioritura. Consigliata la conoscenza a chiunque di questa tanto umile quanto prelibata verdura da cotto. I semi si usano tradizionalmente per dar una nota di sapore a pani e dolci.

#7 Pontetilla

Potentilla_foglia

E’ una delle piante più comuni che si possono incontrare negli spazi verdi in cui le graminacee non spadroneggiano assolute e, quindi, dove il livello medio delle erbe è relativamente basso. Le sue foglie ricordano quelle della fragola e il suo fiore, di solito giallo, ne reclama l’appartenenza alla stessa famiglia delle rosacee. Si mangiano le sue foglie in insalata, e sono da provare anche le radichette, sia crude che cotte.