Le memorie di nonno Egidio: l’intervista
Il Barco San Pio X ha per noi un valore storico ed affettivo che desideriamo condividere attraverso dei racconti speciali.
La scarsità di documenti e di fonti settecentesche sull’Azienda non consente di descrivere in modo approfondito le attività che vi si svolgevano al momento della sua fondazione, ma per quel che riguarda l’Azienda moderna possiamo ricostruire fedelmente i molteplici aspetti che la caratterizzavano. Questo grazie alla preziosa testimonianza di una figura davvero importante: nonno Egidio, affittuario e successivamente proprietario dell’Azienda agricola nel corso del Novecento.
Attraverso le sue parole, raccolte durante una lunga intervista, potrai immaginare il Barco com’era allora, scoprendo le attività che vi si svolgevano, i dettagli della vita quotidiana, le caratteristiche delle coltivazioni e della natura.
Una memoria che aiuta i più giovani a comprendere i valori e la vita di un tempo e gli adulti a ritornare con il ricordo alla propria infanzia, ritrovando esperienze, episodi e racconti che risulteranno certamente familiari.
Le memorie di nonno Egidio: l’intervista
L’intervista al nonno Egidio ha luogo il giorno del suo ottantottesimo compleanno, un pomeriggio primaverile, caldo ed assolato. È insieme alla nipote Giorgia. Ha lo sguardo fermo, profondo come l’azzurro dei suoi occhi e l’espressione un po’ emozionata, d’altronde è la sua prima intervista! Con il sorriso e con una gestualità da uomo di altri tempi ci invita ad entrare. Sediamo attorno al tavolo ed osserva appena intimorito il tablet che sua nipote sta preparando, si riflette nel monitor e sorride: «Guarda un po’ se dovevo arrivare a vedere questi marchingegni!».
L’attesa è quasi trepidante, Egidio è pronto per raccontarci le sue storie, vuole iniziare subito. Spesso gli anziani hanno il desiderio di narrare la loro vita, con un po’ di nostalgia, lui sembra quasi più consapevole di trasmettere il suo patrimonio di saperi e di conoscenze alle generazioni future. Si parte…
«Allora, sono pronto, da dove iniziamo?» Una domanda sull’infanzia, per rompere il ghiaccio, poi le parole si susseguono saltando da un argomento all’altro senza un ordine preciso. Ma non è un fiume in piena, Egidio. Si ferma, riflette, agguanta i ricordi e ce li presenta vividi e freschi. Ci racconta della sua infanzia, quando i bambini, tornati dalla scuola, andavano nei campi a lavorare con gli animali, in particolare seguendo gli aratri trainati da ben 8 buoi. Si sofferma a ricordare suo fratello che una volta fu infilzato accidentalmente da un forcone, mentre lavorava. Sua madre sapeva come curarli, niente medici, niente ospedale, soltanto un medicamento a base di erbe sapientemente selezionate per le loro proprietà curative, le cui lavorazioni sono rimaste a tutt’oggi quasi invariate. Le colture dell’Azienda Agricola SAN PIO X erano ampie e variegate, potevano soddisfare il fabbisogno di tutta la famiglia, anche grazie all’integrazione con i numerosi animali allevati: dalle oche ai tacchini, alle galline, alle mucche, a quell’asino che in pochi potevano vantare e che serviva a tirare il carro per andare al mulino o a svolgere altre commissioni. Altrimenti si procedeva a piedi oppure in bicicletta.
Il mondo di Egidio si presenta attraverso le sue parole, parliamo di 60-70 anni fa, eppure è tanto diverso da quello di oggi. Si respirano l’onestà, la serietà, l’impegno, la passione quotidiana, il rispetto per la terra, per le persone, per gli animali. E riaffiorano i ricordi, come quello della cagnolina che fu portata nel retro della casa per non ostacolare il lavoro nel cortile e che fu punta dalle api dell’alveare mentre il suo compagno abbaiava correndo per richiamare l’attenzione. Oppure quello del toro, “un ottimo riproduttore” che un giorno fuggì e correndo finì contro un covone di paglia appena sistemato, vanificando il lavoro di tante ore…
Una vita semplice, autentica, trascorsa seguendo il ritmo della natura: le giornate nei campi, a lavorare, le serate nelle stalle per scaldarsi e rilassarsi con il gioco delle carte, mentre le donne ricamano e filano la canapa. Sembra quasi di vederle, quelle figure allungate dalla luce delle lampade a petrolio, quasi si odono il chiacchiericcio delle donne e le esclamazioni dei giocatori, mentre le mucche continuano a masticare rumorosamente, scaldando con il loro respiro tutto l’ambiente.
Anche l’amore, ai tempi di Egidio, era puro e sincero. Incontrò la sua Maria mentre lavorava. Ogni giorno vedeva passare quella bella “tosa” che trascorreva la notte dalla nonna per lasciarla al mattino presto. Per giorni soltanto un saluto, poi lui decise di scriverle una lettera chiedendole un appuntamento, lettera che spedì alle poste e che sortì l’effetto sperato nella giovane: s’incontrarono “e subito io fui suo e lei fu mia”, amore a prima vista. Ma senza ansie o frenesie. Sei anni di fidanzamento e poi il matrimonio nell’antica Chiesa di Salboro. La scelta tra il viaggio di nozze ed il pranzo nuziale fu a favore del primo; così partirono alla volta di Città di Castello dove furono ospitati da una zia suora e poi a Roma, ospiti anche lì di un conoscente. Quello fu l’unico viaggio della loro vita, poi mai più si spostarono da Albignasego e dalla loro casa di San Pio X.
Tanti argomenti, tanti ricordi si susseguono uno dietro l’altro, narrati con lucidità e consapevolezza. Poi arriva il momento della conclusione e dei saluti, Egidio ci accompagna sulla porta mentre Maria, che lo aveva raggiunto, siede in cucina. Dalla soglia del Barco SAN PIO X pare quasi di vedere l’aia con gli animali, i covoni di fieno, le donne che trafficano nelle cucine, i panni stesi ad asciugare, la paglia lanciata dal primo piano e destinata alle stalle. Magicamente il cortile si è popolato di figure e di voci, grazie al racconto di Egidio. E anche se il mondo di Egidio non esiste più, i valori che lo caratterizzavano possono tornare a vivere, grazie all’entusiasmo e alla passione di chi oggi lavora nell’azienda agricola. Egidio saluta con la mano aperta e si dilegua verso la cucina, senza far capire se sia sollevato per la conclusione dell’intervista oppure se stia ancora pensando a qualche dettaglio da raccontare per rendere più comprensibile quel mondo a noi sconosciuto ma che ha costituito, fondamentalmente, tutta la sua vita.
Al prossimo appuntamento con le memorie di nonno Egidio…


